Carlotta! nome non fine, ma dolce che come l'essenze
resusciti le diligenze, lo scialle, la crinoline...
Amica di Nonna, conosco le aiole per ove leggesti
i casi di Jacopo mesti nel tenero libro del Foscolo.
Ti fisso nell'albo con tanta tristezza, ov'è di tuo pugno
la data: ventotto di giugno del mille ottocentocinquanta.
Stai come rapita in un cantico: lo sguardo al cielo profondo
e l'indice al labbro, secondo l'atteggiamento romantico.
Quel giorno — malinconia — vestivi un abito rosa,
per farti — novissima cosa! — ritrarre in fotografia...
Ma te non rivedo nel fiore, amica di Nonna! Ove sei
o sola che, forse, potrei amare, amare d'amore?