Così Totò Merùmeni, dopo tristi vicende,
quasi è felice. Alterna l'indagine e la rima.
Chiuso in sè stesso, medita, s'accresce, esplora, intende
la vita dello Spirito che non intese prima.
Perchè la voce è poca, e l'arte prediletta
immensa, perchè il Tempo — mentre ch'io parlo! — va,
Totò opra in disparte, sorride, e meglio aspetta.
E vive. Un giorno è nato. Un giorno morirà.