Immuni dalla gara che divampa
nel triste mondo, crescevamo paghi
dei beni della rete e della freccia;
belli e felici come in una stampa
del tuo romanzo, correvamo i laghi
nella svelta piroga di corteccia;
sull'ora boschereccia
numeravamo l'ora il giorno l'anno:
— Quant'anni avrete poi? — Quanti n'avranno
quei due palmizi dispari, alle soglie... —
— Verrete? — Quando i manghi fioriranno... —
— Sorella, già si chiudono le foglie,
trema la prima stella... —
— Il sicomoro ha l'ombra alle radici:
è mezzodì, sorella... —
Era la nostra vita come quella
dei Fauni e delle Driadi felici.