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1883–1916

IL PIÙ ATTO

Guido Gozzano

Adolescente forte, quadre le spalle e il busto, irride al mio tramonto con chiari occhi sereni; sdegna i pensieri torpidi, gli studi vani, i freni; tempra in cimenti rudi il bel corpo robusto.

Il ramo è che rallevi già sullo stesso fusto accanto al ramo spoglio, Morte che sopravvieni... A lui vada la vita! A lui le rose, i beni, le donne ed i piaceri! Madre Natura, è giusto.

Ed egli sia quell'uno felice ch'io non fui! Questa speranza sola m'addolcirà lo strazio del Nulla... Sulle soglie del Tempo e dello Spazio è pur dolce conforto rivivere in altrui.

Senza querele, o Morte, discendo ai regni bui; di ciò che tu mi desti, o Vita, io ti ringrazio. Sorrido al mio fratello... Poi, rassegnato e sazio, a lui cedo la coppa. E già mi sento lui.

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