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1883–1916

III

Guido Gozzano

— “O Poeta, la tua mamma che ti diede vita e latte, che le guancie s'è disfatte nel cantarti ninna–nanna,

— odi, anco se t'annoia! — lei che t'ebbe come un sole, che t'apprese le parole che ora sono la tua gioia,

la tua mamma in sulla porta fu trovata sola e morta! Sola e morta chi sa come singhiozzando nel tuo nome...

Vieni a piangere la cara, prima che altri le ritocchi giù le palpebre sugli occhi e la metta nella bara.

Son le donne già raccolte là, nell'opera funesta: ma tu chiamala tre volte s'ella vuol che tu la vesta”.

— “Che mi dici, che mi dici, che mi parli tu di lutto? Non intendo ciò che dici quando parlo con il Tutto.

Forse che lamentatrici non ci sono a lamentare? Forse che becchini e preti non ci sono a sotterrare?

E la fate lamentare e la fate sotterrare: ma lasciatemi sognare, ma lasciatemi sognare!

Ma lasciatemi sognare!”

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