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1883–1916

II

Guido Gozzano

Trasumanate già, senza persone, sorgono tutte... E quelle più lontane, e le compagne di speranze buone e le piccole, ancora, e le più vane:

mime crestaie fanti cortigiane argute come in un decamerone... Tra le faville e il crepitìo dei ceppi sorgono tutte, pallida falange...

Amore no! Amore no! non seppi il vero Amor per cui si ride e piange; Amore non mi tanse e non mi tange; invan m'offersi alle catene e ai ceppi.

O non amate che mi amaste, a Lui invan proffersi il cuor che non s'appaga. Amor non mi piagò di quella piaga che mi parve dolcissima in altrui...

A quale gelo condannato fui? Non varrà succo d'erbe o l'arte maga?

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