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1883–1916

II

Guido Gozzano

Ma un bel romanzo che non fu vissuto da me, ch'io vidi vivere da quello che mi seguì, dal mio fratello muto. Io piansi e risi per quel mio fratello

che pianse e rise, e fu come lo spetro ideale di me, giovine e bello. A ciascun passo mi rivolsi indietro, curioso di lui, con occhi fissi

spiando il suo pensiero, or gaio or tetro. Egli pensò le cose ch'io ridissi, confortò la mia pena in sè romita, e visse quella vita che non vissi.

Egli ama e vive la sua dolce vita; non io che, solo nei miei sogni d'arte, narrai la bella favola compita. Non vissi. Muto sulle mute carte

ritrassi lui, meravigliando spesso. Non vivo. Solo, gelido, in disparte, sorrido e guardo vivere me stesso.

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