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1883–1916

II

Guido Gozzano

— “O Poeta, la tua mamma che ti diede vita e latte, che le guancie s'è disfatte nel cantarti ninna–nanna,

la tua mamma che quand'eri ammalato t'assisteva, non mangiava, non beveva nei tristissimi pensieri,

lei che t'era sempre intorno per rifarti sano e forte per contenderti alla Morte, e piangeva, e notte e giorno

invocava Gesù Cristo e la Vergine Maria: o Poeta! ed oggi ho visto la tua madre in agonia!

Oh! l'atroce dipartita! Chinerai la testa bionda sulla fronte incanutita della santa moribonda?”

— “Taciturna è la fortuna. Che mi ciarli, che mi ciarli? Non concedo mi si parli quando parlo con la Luna!

Forse che dallo speziale non c'è benda e medicina? Forse che nel casolare non c'è Ghita la vicina?

La vicina a confortare, medicina a risanare: ma lasciatemi sognare, ma lasciatemi sognare!”

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