Skip to content
1883–1916

II

Guido Gozzano

Con la Mamma vicina e il cuore in pace, s'aggira, canticchiando un melodramma; sospira un po'... Ravviva dalla brace il guizzo allegro della buona fiamma...

Canticchia. E tace con la cara Mamma; la cara Mamma sa quel che si tace. Egli s'aggira. Toglie di sul piano– forte un ritratto: «Quest'effigie!... Mia?...»

E fissa a lungo la fotografia di quel sè stesso già così lontano: «Sì, mi ricordo... Frivolo... mondano... vent'anni appena... Che malinconia!...

Mah! Come l'io trascorso è buffo e pazzo! Mah!...» — «Che sospiri amari! Che rammenti?» «Penso, mammina, che avrò tosto venti cinqu'anni! Invecchio! E ancora mi sollazzo

coi versi! È tempo d'essere il ragazzo più serio, che vagheggiano i parenti. Dilegua il sogno d'arte che m'accese; risano a poco a poco, anche di questo!

Lungi dai letterati che detesto, tra saggie cure e temperate spese, sia la mia vita piccola e borghese: c'è in me la stoffa del borghese onesto...»

Sogghigna un po'! Ricolloca sul piano– forte il ritratto «...Quest'effigie! Mia?...» E fissa a lungo la fotografia di quel sè stesso già così lontano.

«Un po' malato... frivolo... mondano... Sì, mi ricordo... Che malinconia!...»

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
II · Guido Gozzano · Poetry Cove