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1883–1916

I

Guido Gozzano

Dalle profondità dei cieli tetri scende la bella neve sonnolenta, tutte le cose ammanta come spetri; scende, risale, impetuosa, lenta,

di su, di giù, di qua, di là, s'avventa alle finestre, tamburella i vetri... Turbina densa in fiocchi di bambagia, imbianca i tetti ed i selciati lordi,

piomba dai rami curvi, in blocchi sordi... Nel caminetto crepita la bragia e l'anima del reduce s'adagia nella bianca tristezza dei ricordi.

Reduce dall'Amore e dalla Morte gli hanno mentito le due cose belle! Gli hanno mentito le due cose belle: Amore non lo volle in sua coorte,

Morte l'illuse fino alle sue porte, ma ne respinse l'anima ribelle. In braccio ha la compagna: Makakita; e Makakita trema freddolosa,

stringe il poeta e guarda quella cosa di là dai vetri, guarda sbigottita quella cosa monotona infinita che tutto avvolge di bianchezza ondosa.

Forse essa pensa i boschi dove nacque, i tamarindi, i cocchi ed i banani, il fiume e le sorelle quadrumani, e il gioco favorito che le piacque,

quando in catena pendula sull'acque stuzzicava le nari dei caimani.

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