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1883–1916

I

Guido Gozzano

Tra bande verdigialle d'innumeri ginestre la bella strada alpestre scendeva nella valle. Ecco, nel lento oblio, rapidamente in vista, apparve una ciclista a sommo del pendio.

Ci venne incontro: scese. «Signora: sono Grazia!» Sorrise nella grazia dell'abito scozzese. «Tu? Grazia? la bambina?» — «Mi riconosce ancora?» «Ma certo!» E la Signora baciò la Signorina.

«La bimba Graziella! Diciott'anni? Di già? La mamma come sta? E ti sei fatta bella! La bimba Graziella: così cattiva e ingorda!...» «Signora, si ricorda quelli anni?» — «E così bella

vai senza cavalieri in bicicletta?...» — «Vede!...» «Ci segui un tratto a piede?» — «Signora, volentieri...» «Ah! Ti presento, aspetta, l'avvocato: un amico caro di mio marito. Dagli la bicicletta...»

Sorrise e non rispose. Condussi nell'ascesa la bicicletta accesa d'un gran mazzo di rose. E la Signora scaltra e la bambina ardita si mossero: la vita una allacciò dell'altra.

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