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1883–1916

I

Guido Gozzano

Venticinqu'anni!... Sono vecchio, sono vecchio! Passò la giovinezza prima, il dono mi lasciò dell'abbandono! Un libro di passato, ov'io reprima

il mio singhiozzo e il pallido vestigio riconosca di lei, tra rima e rima. Venticinqu'anni! Medito il prodigio biblico... guardo il sole che declina

già lentamente sul mio cielo grigio. Venticinqu'anni... Ed ecco la trentina inquietante, torbida d'istinti moribondi... ecco poi la quarantina

spaventosa, l'età cupa dei vinti, poi la vecchiezza, l'orrida vecchiezza dai denti finti e dai capelli tinti. O non assai goduta giovinezza,

oggi ti vedo quale fosti, vedo il tuo sorriso, amante che s'apprezza solo nell'ora triste del congedo! Venticinqu'anni!... Come più m'avanzo

all'altra meta, gioventù, m'avvedo che fosti bella come un bel romanzo!

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