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1883–1916

9

Guido Gozzano

Giugno. Per le finestre il sole inonda la bella stanza d'una luce aurina: freme la messe pei solchi della china, la messe omai matureggiante e bionda.

La bruna sposa sede alla vicina cuna ancor vuota: pare ch'ella asconda un gran segreto quando l'occhio inchina al seno stanco che l'amor feconda.

È la cuna ancor vuota, ma Ella sente che l'ora dell'avvento è assai vicina che ben presto il Messia sarà presente. E a quel pensiero il bruno capo inchina

al lavoro sottil, le mani adopra su le fasce su i lini su la trina. Ottobre. Per i vetri Autunno inonda la bella stanza delle luci estreme:

vanno i bifolchi cospargendo il seme su per la china con canzon gioconda. La sposa agonizzante in su la sponda del letto sta riversa e più non geme

e accanto a lei e nato e morto insieme è il bambino difforme. Una profonda quiete è d'intorno: sopra il lin vermiglio tutto di sangue che un baglior rischiara

la sposa muore, bianca come il giglio. La Morte, intanto, il feretro prepara: a l'alba di diman la madre e il figlio saran racchiusi nella stessa bara.

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