Non tocca il sole le pagode snelle
che la notte precipita. Le chiome
delle palme s'ingemmano di stelle.
Ora di sogno! E Ketty sogna: «... or come
vivete, se non ricco, al tempo nostro?
È quotato in Italia il vostro nome?
Da noi procaccia dollari l'inchiostro... »
«Oro ed alloro!» — «Dite e traducete
il più bel verso d'un poeta vostro... »
Dico e la bocca stridula ripete
in italo-brittanno il grido immenso:
«Due cose belle ha il mon... Perchè ridete?»
«Non rido. Oimè! Non rido. A tutto penso
che ci dissero ieri i mendicanti
sul grande amore e sul nessun compenso.
(Voi non udiste, Voi tra i marmi santi
irridevate i budda millenari,
molestavate i chela e gli elefanti).
Vive in Italia, ignota ai vostri pari,
una casta felice d'infelici
come quei monni astratti e solitari.
Sui venti giri non degli edifici
vostri s'accampa quella fede viva,
non su gazzette, come i dentifrici;
sete di lucro, gara fuggitiva,
elogio insulso, ghigno degli stolti
più non attinge la beata riva;
l'arte è paga di sè, preclusa ai molti,
a quegli data che di lei si muore... »
Ma intender non mi può, benchè m'ascolti,
la figlia della cifra e del clamore.