Skip to content
1883–1916

45

Guido Gozzano

Buon Dio nel quale non credo, buon Dio che non esisti (non sono gli oggetti mai visti più cari di quelli che vedo?) io t'amo! Chè non c'è bisogno di credere in te per amarti (e forse che credo nell'Arti? E forse che credo nel sogno?)

Io t'amo, Purissima Fonte, che non esisti! E t'anelo! (esiste l'azzurro del cielo? Esiste il profilo del monte?) M'accolga l'antica Abazia: è ricca di luci e di suoni. Mi piacciono i frati: son buoni pel cuore in malinconia.

Son buoni: «Non credi? Che importa! Su entra! Su varca la porta! Riposati un poco sui banchi! Si accettano tutti gli stanchi!» Vi seggo — la mente suasa — ma come potrebbe sedervi un tale invitato dai servi e non dal padrone di casa.

«Riposati, o anima sazia! Riposati! Piega i ginocchi chissà che il Signore ti tocchi! Chissà che ti faccia la grazia!» «Mi piace il Signore. Mi garba il volto che gli avete fatto: oh!, il Nonno! Lo stesso ritratto! Portava anch'egli la barba...

o preti, ma è assurdo che domini sul Tutto inumano ed amorfo quell'Essere antropomorfo che hanno creato gli uomini!» «Ma non ragionare! L'indagine è quella che offuscati il lume. Inchìnati sopra il volume, ma senza voltarne le pagine.

O anima senza conforti, e pensa che solo una fede rivede la vita, rivede il volto dei poveri morti. O Prete, l'amore è un istinto umano. Si spegne alle porte del Tutto. L'amore e la morte son vani al tomista convinto»

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
45 · Guido Gozzano · Poetry Cove