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1883–1916

41

Guido Gozzano

Un tulle, verdognolo d'alga, l'avvolge: bellissimo all'occhio, ed Ella m'accenna dal cocchio — si sfolla il teatro — ch'io salga:

«Positivista irredento, un'ora fraterna e un the raro a casa vo' darle e il commento dell'opere di Fogazzaro».

Sì! Vengo! Ideale, convertici gli ardori dell'anime calme; uniscile come le palme toccantesi solo coi vertici.

Le forme bellissime sue non curo, o Signora! Il Maestro (non so se pudìco o maldestro) ci vieta servircene a due.

Daniele non bacia la bocca ma fugge per Fede e Speranza, vaporeggiando a distanza l'amor della Donna non tocca.

Ah! Lungi l'orrore dei sensi! E noi penseremo, o Signora, l'azzurreggiante d'incensi Cappella Sistina canora.

Papaveri! E l'ora più blanda faremo, Signora, con quella del Sonno tremenda sorella: (prodigio di versi!... ) Miranda.

Dispongo le carni compunte, Marchesa, mia pura sorella, la palma pensando, che snella non lega le basi alle punte.

Le basi... le punte incorrotte... il the... Fogazzaro... Marchesa! Ma questo sparato mi pesa! Non ho la camicia da notte...

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