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1883–1916

4

Guido Gozzano

Come fui per tornare ai colli lieti ch'io lasciai pochi dì, tanto ridenti di pomi e pere; per grappoli opulenti onusti i tralci curvi dei vigneti,

Sperava ritrovar per questi quieti clivi i dolci frutti succulenti e i grappoli dal tralcio ancor pendenti onde di lor la Musa mia s'allieti.

Ma morto ischeletrito ecco il pometo; pendono a terra privi di sostegno i tralci nudi e rotti del vigneto. Io non m'attristo. Ormai io vedo il segno

della mia Vita. Coglierò tra poco i piucheumani frutti del mio ingegno. I piucheumani frutti del mio ingegno io sento a poco a poco maturare

dentro di me, ben che non biondeggiare si veda ancora, nè del rosso il segno. In van d'in torno sghignazzate amare io odo d'incoscienti. Io non li degno

d'un solo sguardo: non fo che disprezzare chè per gl'incolti il Verbo non insegno. Matura il frutto magnifico ed eletto quale non mai fu visto in niun pometo:

è lo splendido don dell'intelletto. Supin su l'erba raccogliere io voglio, quando cadrà maturo, il frutto lieto nato e nutrito del mio grande orgoglio.

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