D'oro si fanno brune le cupole stupende,
ma sotto il cielo illune il cielo d'oro splende.
Splende l'emblema come nel codice ammirando:
Venezia trepidando nel sacrosanto nome.
Sta l'Angelo di Dio, sta col fatale incarco
lassù «Pace a Te, Marco, Evangelista mio!»
Intorno gli fan coro tutti i Profeti, in rari
musaici millenari. Palpita il cielo d'oro.
Il palpito millenne corre Santi e Madonne;
vivono le colonne, le fragili transenne.
Ma quale antica ambascia il Tempio oggi ricorda,
difeso nella sorda materia che lo fascia?