Bene scegliesti l'unico rifugio trepida messaggiera insanguinata! (Sangue d'amico? Sangue di nemico? Ah! Che il sangue è tutt'uno, oltre la soglia!)
Palpiti esausta e sfuggi la carezza e temi il rombo... È il rombo del tuo cuore. Socchiudi gli occhi dove trema ancora lo spaventoso tuo pellegrinare.
Ah! Sarcasmo indicibile! Tu sacra dai tempi delle origini alla pace la novella ci rechi — ah! senz'ulivo! — del flagello di Dio sopra la Terra.
Ma non del Dio Signore Nostro: il dio feticcio irsuto della belva bionda: — Rinascono le donne ed i fanciulli, uccideremo ciò che non rinasce! —
E le trine di marmo, le corolle di bronzo, gli edifici unici al mondo, i vetri istoriati, i palinsesti alluminati, i codici ammirandi,
ciò che un popolo mite ebbe in retaggio dalla Fede e dall'Arte in un millennio ritorna al nulla sotto i nuovi barbari: non più barbari, no: ladri del mondo!
Tu non tremare, messaggiera bianca; bene scegliesti l'unico rifugio: la spalla manca della bella Donna eretta in pace nel suo bel giardino.
La riconosci? Dolce ti sorride piegando il capo sotto la corona turrita a vellicarti con la gota e con l'ulivo ti ravvia le penne.
Ma tien la destra all'elsa e le pupille chiaroveggenti fissano il destino; non fu mai così forte e così bella e palpitante dalla nuca al piede.
La riconosci? Non ti dico il nome troppo già detto, sacro all'ora sacra! Bene scegliesti l'unico rifugio, trepida messaggiera insanguinata!
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