M'è caro, loggia, poi che le tue pigne
la nova luna di settembre invaia,
piluccare i bei chicchi a centinaia
fra le grandi compagini rossigne.
Più mi compiaccio in te che nelle vigne,
ma, poichè getto i fiocini nell'aia,
Centa s'avvede, Centa la massaia
mi ricerca con l'iridi benigne.
«Bevesti il latte che non è mezz'ora!
Uva e latte dispandon per le membra
tossico fino! quella gola stolta!... »
Sgridami, Centa! Sali come allora
a condurmi pel braccio via! mi sembra
che tu debba allevarmi un'altra volta...