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1255–1300

X

Guido Cavalcanti

Vedete ch'i' son un che vo piangendo e dimostrando - il giudicio d'Amore, e già non trovo sì pietoso core che, me guardando, - una volta sospiri.

Novella doglia m'è nel cor venuta, la qual mi fa doler e pianger forte; e spesse volte avèn che mi saluta tanto di presso l'angosciosa Morte,

che fa 'n quel punto le persone accorte, che dicono infra lor: «Quest'ha dolore, e già, secondo che ne par de fòre, dovrebbe dentro aver novi martiri».

Questa pesanza ch'è nel cor discesa ha certi spirite' già consumati, i quali eran venuti per difesa del cor dolente che gli avea chiamati.

Questi lasciaro gli occhi abbandonati quando passò nella mente un romore il qual dicea: «Dentro, Biltà, ch'e' more; ma guarda che Pietà non vi si miri!»

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