Dal terzo Ciel nel bel sembiante umano,
Ove ogni stella quanto può diffonde,
Cade virtù sì fatta, che confonde
Chi presso il guarda, et strugge di lontano;
Et col poter, che poi lui preso ha in mano,
Cangiato ha le sue prime trecce bionde;
Et tolto ogni beltà, che vede altronde,
Per far quanto è quaggiù caduco et vano.
Rubato al Sole ha le dorate chiome,
Et quelle luci ladre, e il chiaro viso,
A Venere l'andare et la parola.
Così agli Dei fa forza; et non so, come
Chi può consenta, il cielo e il paradiso
Impoverir, per arricchir lei sola.