L'alta beltà, che me dipinse Amore
In mezo il cuor con sì pungente stile,
Sì come per natura ella è gentile,
Così piatoso avesse il duro core.
Di tanta alteza et del mio gran dolore
Io farei fede in più leggiadro stile,
Perché mia vita ad opra più sottile
Insieme ordita avrei col gran valore.
Ma bench'io parli ognior d'ira et d'affanno,
Stato non è quanto che il mio felice,
Né in ciel ch'io creda già, né qui, né altrove.
Che l'eccellentie che abagliato m'hanno,
Essendo in terra lei sola Fenice,
Ippolito arder ponno non che Giove.