Saran questi occhi ognior di pianger vaghi,
Et l'alma pur bramosa del suo ardore:
Temprar non ponno il foco del dolore,
Lasso, né pianti miei, né versi maghi.
Né d'altro il mio signor vuol ch'io mi paghi;
Né d'altro sparghin gli occhi il falso umore,
Che d'una luce, che m'ingombra il core;
Sì che pensar non so chi me ne appaghi.
Questa è la bella luce, che mi apparse
Là, dove corro sempre colla mente,
Qualora Amor mi assale, per mio scampo:
Questa è la bella luce, che il cor m'arse.
Et che m'infiamma ancor sì novamente,
Che omai cener son fatto et pur divampo.