Questa angeletta mia da l'ale d'oro,
Mandata qui da il regno degli Dei,
Non so che nell'aspetto aggia con lei,
Che come cosa santa sempre adoro.
Dei spirti eletti il più gentil di loro
Venendo a noi con gli altri semidei,
(Nel fronte porto scritti i pensier miei)
Dalla più degna spera et alto coro,
Dal volto, acceso d'un celeste raggio,
Sfavilla et dai begli occhi la vaghezza,
Che il cor m'ha pien d'ardente caldo et gelo;
Et dalla bocca colma di dolcezza,
Riversa il bel parlar sì dolce e saggio;
Come colei che lo imparò dal cielo.