Le acque che scendon giù del sacro monte
Et le fronde de l'albor tuo novelle
Al gusto et capo mio son più rebelle
Ch'anima sancta al passo d'Acheronte.
Ma l'atto per cui al ciel tu monte
Le tue rime ligiadre dolce et snelle,
Che chiedon qui dal muto le novelle,
Fanno le voglie mie al servir pronte.
Adonque a l'alta tua dimanda torno.
Non giusticia de Dio che ci moleste
Né da maligna stella è proceduto,
Ma il capo nostro che il gran manto veste
L'Italico giardin già tanto adorno
A' barbar che tu dici ha conceduto.