Non cantò mai de Laura o Beatrice
L'un tosto e l'altro in sì legiadro stile,
Che d'una bella man Iusto gentile
Cum tanta altezza, che più dir non lice.
O Roma antiqua, or nova productrice,
Quel frutto, ch'era spento in te senile
Ben vendicasti, onde era obscura e vile
La gloria del tuo nome alto e felice.
Qual fu mai visto più excellente ingegno
Spirti gentili, anime ellecte e dive,
Qual più de fama e più d'onor degno?
Però se eterna gloria tra voi vive,
Sia celebrato ormai nel vostro regno,
Tra lauri, mirto e verdeggiante olive.