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1390–1449

LXXXIV

Giusto de' Conti

Se la memoria dei passati affanni, Che mi stan sì confitti in mezo il core, O per mia sorte, o per pietà d'Amore, Mi fusse tolta, o per virtù degli anni,

Un tal riguardo avrei da i nuovi inganni, Dall'un fuggendo, et poi dall'altro errore, Ch'io ne farei del gran tormento fore, Che par che a pianger sempre mi condanni.

Ma pria cascaran dal ciel le stelle, Che in l'alto laberinto l'uscio trove, Che non mi annode a più possente laccio. Così convien, che sempre rinovelle

Amore in me, con sue vaghezze nove, L'antica febre o d'uno in altro impaccio.

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