Io non so se costei, per ch'io sospiro,
Se infinga o tema, o pur di me non cura
Ch'io mora affatto: et lei per mia sventura
Consenta il mio non degno aspro martiro.
Tu sai se già la piansi, et or m'adiro
Se più che le lusinghe la paura
Giamai potesse: et lei, pur ferma et dura,
Tanto mi sforza più quanto più tiro.
In questo il tempo perdo immaginando,
Finché un pensier geloso il cor mi strugge,
Che questa ingrata per altrui sospire:
Che, se non come vien sparisce et fugge,
Alla mia pura fede ripensando,
Veracemente io ne vorria morire.