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1390–1449

LXXXI

Giusto de' Conti

A che mi fuggi, o perfida, tutte ore, Perché della mia impresa io mi distoglia? Non sai, che tanto più m' arde la voglia, Quanto per tuo fallir cresce l'errore?

Convien, che meco pria s'appaghi Amore, Et dalla luna il sol sua luce toglia, Che l'alma vista in me non sia qual soglia, Donde sì dolcemente acceso ho il core.

Non poran farlo tutti i rei pensieri, Che parturisce la sdegnosa mente, Che ognior non tenga in te l'usato stile: E che te, sola amando, in te non speri,

Et notte et giorno non mi sie presente, Tanto la fiamma donde ardo è gentile.

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LXXXI · Giusto de' Conti · Poetry Cove