Se spegne il foco che mia vita ardiva
Il fonte che per gli occhi miei distilla,
Pria che l'ardor che dentro mi sfavilla
Aggia del corpo in tutto l'alma priva;
Libero et sciolto allor convien ch'io viva
Sì, che d'Amor non senta una favilla;
Et cerchi un'altra vita più tranquilla,
Da poi che a torto il mio Signor mi schiva.
Ma come corpo che velen nudrica,
Gustando sempre amaro dalle fasce,
Che al primo dolce saria vinto et stanco;
Così mia vita che d'Amor si pasce,
Abandonando poi l'usanza antica,
Se libertà sentisse verria manco.