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1390–1449

LXI

Giusto de' Conti

Non porrà mai con tutta sua durezza. Questa selvaggia, o con più rea sembianza, Levar dal petto mio l'alta speranza Che già fermata è sì, che nulla apprezza.

Ben può suo sdegno insieme et sua vaghezza Disfar di me quel poco che ne avanza; E il resto di mie spoglie in la bilanza Tener tra vita et morte in tanta asprezza.

Ma per ritrarmi dall'ardente laccio, Indarno ver di me si mostra dura, Da tal benigna stella vien mia sorte. Dico l'errante fera, che ognior caccio,

Leggera et sciolta sì che nulla cura, Di sua beltà superba et di mia morte.

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