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1390–1449

LV

Giusto de' Conti

Io piango spesso, et meco Amor talvolta, Che perde tante imprese et tanti assalti, Seguendo ognor per aspri luoghi et alti La fera, che sì ardita in lui si è volta.

Veggiola ad ora ad or sì pronta et sciolta, Che avanza il mio Signore a sì gran salti; E il cor d'un marmo, e gli occhi ha di duoi smalti Che i suoi lamenti e i miei sì poco ascolta.

Talora al trapassar d'un verde colle L'occhio la perde, et poi veggio posarla, Sì che or la giungo, or subito m'avanza: Et quanto più dagli occhi miei si tolle,

Tanto più il gran disio di seguitarla, Et di voltarla cresce la speranza.

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