Giorgio, se amore altro non è che fede,
Accesa in speme d'un desir perfetto,
Crescer dee tanto l'amoroso affetto
Quanto l'un degli amanti all'altro crede.
Or dunque se è così, donde procede
Che senza gelosia non è diletto?
Come la fe' s'accorda co 'l sospetto
Nell'aspettata spene di mercede?
Come esser può che d'un sì fiero errore
Nasca sì dolce assentio di martiri,
Di fede quindi et quindi di paura?
Et di cagion così contrarie al cuore
La dilettosa febbre ne s'aggiri,
Che fredda et calda gli animi ne fura?