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1390–1449

CXXXVI

Giusto de' Conti

Ratto per man di lei, che in terra adoro, Amor negli occhi vaghi io vidi un giorno Tesser la corda, che al mio cor d'intorno Già ne i primi anni avolse sì, ch'io moro.

Ordito era di perle, et testo d'oro Il crudel laccio, et di tanta arte adorno, A tal che Aracne troppo arebbe scorno, Dove natura è vinta dal lavoro.

Et vidi allor come gli aurati strali Amor nel foco affina, et di qual forza Si armò la gentil man che il cor mi prese: Et per che in questa età son più mortali

I colpi di Colui che gli altri sforza, Et più che già, felici le sue imprese.

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