Skip to content
1390–1449

CXXXV

Giusto de' Conti

Zeffiro, vieni et la mia vela carca Et se di quel che io bramo non ti accorgi, Là ver la parte occidental mi scorgi La disiosa et debile mia barca.

Sicura et lieve, benché d'error carca, Ne andrà, se da man destra ancor tu sorgi, Et quel poter, che agli altri suoli, or porgi Alla mia nave, che solcando varca.

Menami al mio terrestre paradiso, Dove si acquetan tutti i pensier miei, Sì come in porto d'ogni lor salute: Fa che io riveggia il disiato riso,

Il fronte, i lucenti occhi di colei, Che sola in terra è specchio di virtute.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
CXXXV · Giusto de' Conti · Poetry Cove