Zeffiro, vieni et la mia vela carca
Et se di quel che io bramo non ti accorgi,
Là ver la parte occidental mi scorgi
La disiosa et debile mia barca.
Sicura et lieve, benché d'error carca,
Ne andrà, se da man destra ancor tu sorgi,
Et quel poter, che agli altri suoli, or porgi
Alla mia nave, che solcando varca.
Menami al mio terrestre paradiso,
Dove si acquetan tutti i pensier miei,
Sì come in porto d'ogni lor salute:
Fa che io riveggia il disiato riso,
Il fronte, i lucenti occhi di colei,
Che sola in terra è specchio di virtute.