Quel sol, che mi trafisse il cor d'amore,
Che di sua rimembranza ancor si accende,
Fortuna a gli occhi miei veder contende,
Et gelosia mi cela il suo splendore,
Onde infinito in me cresce il dolore,
Talché nostro intelletto nol comprende:
La lingua è muta, et già più non s'intende,
Mercè chiamando per pietà del core.
Misero me che del mio grave stratio
Pietà non si ebbe mai, onde or sospira
La mente, quando tardi sia il soccorso,
Et fu il mio affanno tal, che avrebbe satio
Non pur Medea nel maggior colmo d'ira,
Ma d'un spietato tigre e il cor d'un orso.