Non sa Fortuna in sì terribil porto
Condur la stanca et fral mia navicella,
Che pur dinanzi non mi veggia quella,
Per chi scolpito Amor nel fronte porto:
Né porrà mai recarmi tal conforto,
Per volger di sua rota, o di mia stella,
Che come già gran tempo, così d'ella
Non parli sempre, et scriva vivo et morto.
Con lei mi sto se io dormo, qual se io veglio;
Et di lei penso, se la lingua tace,
Che ragionando sempre d'ella dice.
Amor, che a sì bel foco mi disface,
Così mi gira per divin conseglio,
Per farmi più nel mio martir felice.