Gli occhi, che fur cagion pria del mio male;
Et le parole che poi morto m'hanno,
E il riso et le maniere che mi stanno
Confitte al cor con sì pungente strale,
Mi son pur tolti, et son condotto a tale,
Pensando al grave irreparabil danno,
Che altro gli miei che lagrimar non fanno,
Così gli rota il corso suo fatale.
Lagrime ardenti di fontana accesa
Già l'infiammata vena in tutto spenta,
E i cocenti sospir m'hanno arso il core;
Ma calda spene, del gran pianto offesa,
L'alma conforta in sì soave ardore
Che il pianto ne l'angoscia par che senta.