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1390–1449

CXXIII

Giusto de' Conti

Hora che 'l freddo i colli d'erba spoglia, Et vansi colmi i fiumi nei lor giri, Zefiro tace, et Euro par che spiri, Et non si vede in ramo verde foglia:

Di pace nuda, l'alma ognior m'invoglia A morte, e il petto m'empie di sospiri, Onde trabocca il cor, ma i miei disiri Verdeggian sotto al caldo di mia doglia.

Et tanto ho posa, quanto al cor mi viene L'alta sembianza del bel guardo altero Che dolce per natura fa il mio pianto, E il caro riso che più volte in spene

Già mi ritiene; et l'alto mio pensiero Al mondo, se no il mio, non scorge tanto.

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