Luce aspettata tanto agli occhi miei,
Che tua virtù dal terzo Cielo imprendi,
Quanto mirabilmente il cor mi accendi,
Et quanto fai di me più che non dei.
Tu mi fai non voler quel che vorrei,
Et quel che vo fuggendo pur mi rendi:
Tu dove più mi duole ognior mi offendi,
Et nel mio mal sempre sì accosta sei.
Io son già vinto; et non so far difesa
Contro sì nuovi colpi, ma il disio
Non scema perché manche la speranza:
Che il gran disio, dove ho la mente accesa,
Letè ben so non metteria in oblio,
Né tempo, né destin, né lontananza.