Quando talor condotto dal disio
Con gli alti pensier miei trascorro in parte,
Per iscolpir, se mai potesse, in carte
Quegli occhi che fan foco nel cor mio,
Ritrovo altra opra, che mortale: ond'io,
Fra tante maraviglie ivi entro sparte,
Perdo l'ardire et la ragione et l'arte,
Sì che me stesso et l'alta impresa oblio.
Ma poiché l'occhio del pensier si sbaglia,
Et le virtudi afflitte, in sé imperfette,
Soffrir non pon l'alteza dell'obietto,
La voglia che sospinse l'intelletto
In mezo al cor, come ella può m'intaglia
Cose ligiadre assai, ma non perfette.