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1390–1449

CXV

Giusto de' Conti

Poi che la dolce vista del bel volto Laddove scritte le mie voglie stanno. Agli occhi miei, ch'altro bramar non sanno, E il caro nudrimento al cor fu tolto,

Io, che dal nodo ardente ancor disciolto, Non son, che il Ciel non vuol ch'esca d'affanno, Talor me stesso co 'l pensier m'inganno, Giungendo fili al rete ove so avvolto.

Così mi pasce il cor di rimembranza La man, che il furor mio fatta ha immortale, E gli occhi pien di vera leggiadria, Però mentre questi occhi di mortale

Aran, convien che a lor sempre ella sia Sua luce, suo riposo, et sua speranza.

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