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1390–1449

CXLIV

Giusto de' Conti

Mentre che io m'avicino al bel terreno, Dove per forza Amor mi riconduce, Apparir sento i raggi della luce, Che fa, dovunque splende, il ciel sereno:

Et l'esca sfavillar dentro al mio seno, Raccesa dal piacer dove mi adduce L'imagine, che viva al cor mi luce Et mi fa vaneggiando venir meno.

Et spesso risospinto dal disio, Pensoso fra me stesso et con parole, Conforto con speranza l'alma trista: Et tacito ne prego Amore et Dio,

Che nel primo apparir del vivo Sole, Io sia possente a sofferir la vista.

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