Ritorna al foco, o mio debil coraggio,
Et l'anima gelata omai riscalda
La tua virtù che il tempo omai risalda
Struggendo al caldo del possente raggio:
Et s'esser può, quel freddo cor selvaggio
Di lei, che sta ver me sì ferma et salda,
Al vento acceso dei sospir miei scalda,
Che lagrimando notte et giorno traggio:
Ritenta se pietà fiorisse mai
Nell'aspra mente, gravida di sdegno,
Che vedermi languir sì poco appreza:
Che se debbeno eterni esser miei guai,
Piacemi, almen pensando che ogni ingegno
Al tempo usasse contra sua dureza.