Non veggio, ove m'acqueti lasso, o dove
Pieghi il doglioso cor, perché io respiri:
Volger non posso, ove il mio mal non miri,
Et l'idol mio scolpito ivi non trove.
Il bel parlar, che sorridendo more,
Et tra il vezoso sguardo i bei sospiri,
Il cor m'infiamman sì, che fra i martiri
Di abandonarmi ha fatto mille prove.
Così mi strugge il cor, se per orgoglio
Avien che l'atto peregrino adorno
Tacendo gli occhi santi inchine a terra:
Ma più di quella man crudel mi doglio,
Che per antica usanza ciascun giorno
Mille volte il mio core et mille afferra.