La donna ch' io già porto in cor scolpita,
Che acceso di disio pregando adoro,
E in versi e in rime a mio potere onoro,
Per farla in l' amor mio ferma et gradita,
Ognor più co' vaghi occhi m' invita
A seguir l' alta impresa e il bel lavoro,
E il pronto lusinghier de' suoi stral d' oro
Rinfresca al cor la non mortal ferita.
Ché a mal mio grado volentier comenzio
A temer et sperar non so di cui,
Et piangendo cantar miei dolci affanni.
Che fia di me non so: sassel colui
Che tempra a' servi suoi mel con assenzio,
Et cangia il viso e 'l pelo innanzi gli anni.