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1390–1449

CXCVII

Giusto de' Conti

La donna ch' io già porto in cor scolpita, Che acceso di disio pregando adoro, E in versi e in rime a mio potere onoro, Per farla in l' amor mio ferma et gradita,

Ognor più co' vaghi occhi m' invita A seguir l' alta impresa e il bel lavoro, E il pronto lusinghier de' suoi stral d' oro Rinfresca al cor la non mortal ferita.

Ché a mal mio grado volentier comenzio A temer et sperar non so di cui, Et piangendo cantar miei dolci affanni. Che fia di me non so: sassel colui

Che tempra a' servi suoi mel con assenzio, Et cangia il viso e 'l pelo innanzi gli anni.

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CXCVII · Giusto de' Conti · Poetry Cove