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1390–1449

CXCV

Giusto de' Conti

Passato è il tempo, Amor, che di me stratio Per contentar costei tu far solevi; Passata è la stagion che tu dovevi Farmi beato, ond' io di te son satio.

Passato è il tempo, anzi non hai più spatio Ad effetto mandar quel che volevi; Persa hai la forza in me e 'l valor che avevi: Fammi il peggio che puoi, ch' io ten disgratio.

Ch' io sono in libertà ; et quest' altera, Crudele, ingrata, falsa donna, a cui Di volontà mi fei servo fedele, Rivolti ha i suoi pensier tutti in altrui,

Di ch' io non curo: ché il mio core spera A miglior vento dirizzar sue vele.

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