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1390–1449

CLXXXVI

Giusto de' Conti

Io non posso soffrir più tanti sdegni, Che questa donna ria piena d' orgoglio A diletto mi sface, et s'io mi doglio, Sempre di peggio far par che s' ingegni.

Nemica di pietà la vede a' segni Aperto et chiar ch'io l'amo come soglio; Né però del mio mal prende cordoglio, Anzi più spreza gli amorosi regni.

Ond' io non so che far; mal s' io la fuggo, Et s'io la seguo peggio; ch'io mi sento Venir men come al Sol candida brina. Ma pur meglio è, poiché amando mi struggo,

Temprar con la sua vista il mio tormento, Ché rosa non si coglie senza spina.

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CLXXXVI · Giusto de' Conti · Poetry Cove