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1390–1449

CLXXXII

Giusto de' Conti

Un pensier mosso da ragion talvolte, Che s'accorge del tempo come fugge, E' mondan ben fallaci morte strugge Più che il sol neve, et l'alme in quelli avolte,

Mi punge et dice: Ahi lasso, a che ti volte A seguitar costei che ti distrugge ? Torna in tua libertà pria che s'adugge Di pene il core in parte ora distolte.

Dall'altro lato Amor contrasta et vince, Promettendomi ancor mille piaceri, Et farmi poi di sua più eccelsa gregge. Io che 'l veggio esser magnanimo prince,

Rimango servo a lui più volentieri: Ché meglio è giusto re, che giusta legge.

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CLXXXII · Giusto de' Conti · Poetry Cove